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RECENSIONI:
25-06-2005
BR
Stylers
Dubbing
from the earth
di
Christian
Amadeo ROCKIT
Notevole
seconda prova su disco dalla lunga durata per i friulani B.R. Stylers.
Dei veri campioni del dub, capaci di infilare quattordici tracce che
delineano un’ampia dimestichezza con gli echi ed i ritmi rallentati. Il
suono è pulito, lineare, preciso, cadenzato al punto giusto. La voce di Michela
Grena profondamente coinvolgente, incastonata a dovere tra i riverberi.
La musica dei B.R. Stylers fa vibrare tutto il corpo, fa pulsare il cuore
con lo stesso ritmo del basso pesante e prepotente. Con il cuore in
Giamaica ed un orecchio teso verso Bristol. Già, perchè il loro è dub
profondo e tecnologico, molto vicino al suono di Massive Attack e
compagnia bella.
Prendiamo “Shadows”, per esempio, un brano che sa di potenziale hit da
dancefloor dedito al dub. O una “Santur”, per la quale sfido chiunque a
non trovarci un’ispirazione internazionale, un’assimilazione integrale a
quelli che possono essere i migliori suoni dub e trip-hop.
I B.R. Stylers stanno provando ad uscire dalla loro terra. Ci sono riusciti
nei vari festival del nord Italia, ma anche in Slovenia, Croazia, Germania.
E molto di recente in Polonia,
paese che ha saputo apprezzare il dub danzantedei friulani in
più occasioni.
Per “Dubbing from the earth” non parliamo di un capolavoro assoluto, ma
di un disco fatto tremendamente bene, che lascia sensazioni piacevoli dopo
ogni ascolto. I B.R. viaggiano per la loro strada, cercando di portare in
giro il loro “verbo”, ossia “no compromise... just dubwise”. Che i
seguaci del sano dub prestino dunque la dovuta attenzione a questi friulani
dal piglio internazionale.
"B.R.
Stylers, campioni del dub"
Il cuore in Giamaica e lo
sguardo proteso verso le sonorità di Bristol. Sono i campioni pordenonesi
del dub, i B.R. Stylers, assurti a gruppo leader del nuovo panorama
reggae-dub italiano, dopo aver diviso il palco con i londinesi Zion Train,
il mago dei suoni Mad Professor, i Revolutionary Dub Worriors, i blasonati
Dub Sindacate, Lee Perry, la voce dei Massive Attack Horace Andy e altri
esponenti della battuta in levare e dei più tecnologici universi
"paralleli". Esperienze importanti, che hanno consentito alla band
di trovare canali di accesso ad ambienti di prim'ordine (Rototom Sunsplash
in testa) e di stratificare quelle conoscenze necessarie a costruire
un'identità sonora divenuta un apprezzato marchio di fabbrica.
Oggi i B.R. Stylers riescono a trasformare il suono in un fluido di
sensazioni e armonie, ostentando una dimestichezza non comune con i ritmi
rallentati e l'intero armamentario di echi e riverberi. Prova ne è il nuovo
album, "Dubbing from the earth", registrato nel quartier generale
del bassista e manipolatore di campioni Paolo Baldini a San Martino di
Campagna, mixato da Madaski al Dub The Demon Studio, pubblicato e
distribuito da Alternative di Venus. L'album conta tra le partecipazioni
Prince Alla Vibronics & Dubital. Non è la prima volta che la band
collabora con il cow-boy Madaski. Già un anno fa aveva realizzato l'ep
"Over this place", scritto e arrangiato dal gruppo e
"rifinito" nello Spliff a Dada studio di Pinerolo. Le undici
tracce del nuovo full-length che segnano l'abbandono della slovena
Vinylmania Records sono una conferma della strada intrapresa. Niente che non
ci si potesse attendere, fatta eccezione per la scelta accurata delle
alchimie sonore: dalla seconda traccia "Shadows", potenziale hit
da dancefloor, con la splendida voce di Michela Grena a impreziosire il
groove, a "Santur", nella quale l'assimilazione degli stilemi dub
e trip-hop sembra pressoché totale.
Lisa
Rizzo – il Gazzettino
15/07/2005
Cosa
vi possono dire queste mie due orecchie indie-rockers su un disco dub? Non
molto.
Diciamo che il dub è lento fluire, l’arte di questa musica sta nel
continuo costruire e distruggere strutture. Dilungarsi e tirare a raccolta i
fili.
L’obbiettivo nasconde il suo principale pericolo: perdersi troppo nelle
divagazioni e diventare noiosi. Il pregio dei B.R stylers è di essere
concreti, limitare gli abusi e di giungere diretti agli obiettivi
prefissati. Forse questa voce inglese cade un po’ troppo nel “già
sentito”, ma è anche vero che in questo genere lo stereotipo è un
qualcosa a cui relazionarsi con reverenza e se, a volte, il sapore di
manierismo è più che evidente, per altre è solo onesto e puro avvicinarsi
a una tradizione. La migliore qualità di questi ragazzi è quella di essere
contemporaneamente freschi e bastardi: se la loro giovinezza li lascia
ancorati a un mondo ancora “pratico” (drum machines, strumenti e tanti
concerti), la consapevolezza di avere obbiettivi fissi li porta a tener su
la faccia da mastino fino al vedere realizzato cosa era posto in premessa.
Se è Madasky a curare il mixaggio del disco e se tra le partecipazioni
compare Rankin Alpha (Dubital) bisogna considerarlo più un dato di fatto
che un pregio da mettere a lucido. Il gruppo sta su da solo. La prova de
nove è il live: se tengono sveglie le masse in dance-hall che iniziano la
notte e terminano il mattino, vuol dire che il gruppo ha tutte le carte per
portare qualcosa di nuovo sulla scena italiana, se vale poco ce ne
accorgeremo presto. Il tempo da sempre la risposta alla maggior parte delle
domande...
Sandro
Giorello,
www.uds.it
Ancora buone
vibrazioni firmate B.R.Stylers, band reggae-dub di Pordenone che
nel 2002 esordì con un disco notevolissimo - “Dub resonance”
– e che adesso si conferma su alti livelli con questa nuova
prova sulla lunga distanza.
Svelando gradualmente tutto il proprio potenziale, “Dubbing from
the earth” scalda a dovere sia il cuore che le gambe: partendo
da robuste radici reggae (qui omaggiate con la cover della
marleyana “Zion train”) ed approdando ad un fluido suono
digi-dub, i B.R.Stylers sono effettivamente capaci tanto di
ipnotizzare l’ascoltatore con brani sulfurei e dilatati (“Dubbing
from the earth”, “Hola place”) quanto di spingerlo verso la
dance-hall con bassi rotondi ed incalzanti (“Fire burning”,
che poi nelle mani di Madaski diventa “Fire from hell”,
“Righteous man”, “Over this place”, “One indication”).
I cardini del quintetto sono senz’altro rappresentati dal
dub-master Paolo Baldini, principale responsabile di un lavoro
curatissimo in fase di produzione, e dalla vocalist Michela Grena,
la quale al microfono sa regalare momenti di grande coinvolgimento
come avviene nell’ottima title-track: “In the darkness I see
the light, life is still stronger although around there’re only
cloudy skies - In the darkness I see the light..."
Valide le collaborazioni esterne (tra gli altri Rankin’ Alpha
dei Dubital e Prince Alla) e molto bravi i B.R.Stylers nello
sperimentare sempre nuove soluzioni, esemplari in tal senso la
drum’n’bass liofilizzata di “Restyling” e la conclusiva
“Morse dub”, dove picchiettii e riverberi vanno a riprodurre
la successione di punti e linee tipica del codice Morse. Il
messaggio inviato? Semplice da decifrare: ora e sempre dub!!
Guido Gambacorta
I
nostri dubbers italiani preferiti cioe’ i BR Stylers esordiscono
in CD per una etichetta italiana (finalmente!) ed intitolano
questo nuovo capitolo della loro vicenda artistica ‘Dubbing from
the earth’ quasi a voler sottolineare la provenienza ‘reale’
di un suono che nella sua evocativita’ a volte sembra portare
l’ascoltatore verso galassie sconosciute. La novita’
principale rispetto al passato e’ l’apporto di Madaski al
mixer che ha finalmente portato il dub della band pordenonese
nella sua dimensione ideale dal punto di vista produttivo, e
cioe’ con il mixer che lavora come un vero e proprio strumento
musicale interagendo con gli altri suoni. Sicuramente la parte
migliore di ‘Dubbing from the earth’ e’ l’inizio:
‘Shadows’ introduce l’ascoltatore nel denso suono BR Stylers
come meglio non si potrebbe e subito dietro arriva ‘Fire
burning’ con la bellissima voce di Michela Grena gia’ in
evidenza. Il volo prosegue con ‘Zion train’, il classico di
Bob Marley riletto dalla band secondo i loro classici schemi
sonori (qualcuno se la ricordera’ dai loro concerti) ed in ‘Santur’,
una sorta di preghiera dub, e’ il momento di una suggestiva
parte vocale fornita da Prince Allah, leggendario cantante roots
giamaicano. ‘In the darkness I see the light…’ canta la voce
di Michela all’inizio di ‘Dubbing from the earth’ mettendo
in evidenza il dualismo tra luce ed oscurita’ che gioca un forte
ruolo nella poetica dei BR Stylers. Anche questa title track e’
assolutamente notevole. Suoni quasi ‘etnici’ introducono
‘Righteous man’, il brano successivo che viaggia ad una
maggior velocita’ rispetto a quanto sentito sino ad ora e mostra
insieme alla successiva ‘Restyling’ la volonta’ di BR
Stylers di introdurre nuovi elementi ritmici nella propria musica.
Nella seconda parte del CD fanno capolino vari ospiti come il
fantomatico Dub Alkemist e la sua cospirazione dell’alambicco,
gli inglesi Vibronics nel remix di ‘Over this place’ (il brano
originale e’ nell’omonimo EP) e Ranking Alpha dei Dubital
mentre negli ultimi brani abbiamo Madaski che aggiunge cattiveria
sonora a ‘Fire burning’ in un impetuoso remix mentre anche Ras
Antonio si cimenta nella sua versione di ‘Over this place’. In
‘Dubbing from the earth’ non ci sono cadute di tono: BR
Stylers continuano a focalizzare le idee del loro suono
raggiungendo comunque rislutati piu’ maturi rispetto ai loro
lavori precedenti.
Recensito da:
Pier Tosi
Tornano alla carica
i cinque ragazzi di Pordenone che grazie al loro primo lavoro, Dub
Resonance (2002), furono catapultati nel firmamento delle grandi
stelle in levare come band rivelazione del dub italiano. Quanto
abbiano meritato questo posto lo dimostrano ulteriormente oggi,
con questo Dubbing From The Earth, sessantotto intriganti minuti
dal sound pulito, cadenzato e rallentato, plasmato a loro
piacimento e arricchito di echi e influenze di stampo
internazionale.
Michela Grena e
soci dimostrano di essere cresciuti musicalmente sfruttando
appieno le capacità acquisite in questi ultimi anni - ricordiamo
le collaborazioni passate con Madaski e i brani realizzati per
A&O nel 2003 - utilizzando il dub come impalcatura e
l'elettronica come rivestimento, regalandoci così un nuovo
capitolo della loro storia personale. Tra beat, echi,drum n'bass e
un pizzico di jungle sparso qui e lì, in questo Dubbing From The
Earth, che si discosta dal precedente lavoro, i cinque strizzano
l'occhio all'elettronica più accanita costruendo un percorso
obbligato cui non si può assolutamente resistere.
Le influenze che qui si respirano sono le più svariate: dai
Dubital, a Tikiman, dai già citati Madaski (che tra l'altro qui
remixa Fire Burning facendola diventare un vero "fuoco
dell'inferno") agli Alpha & Omega. Tutte influenze che
vengono miscelate e dosate senza eccessi, senza correre il serio
rischio di diventare noiosi o ripetitivi.
Tra le quattordici tracce quelle che più ci colpiscono sono
Righteous Man, un dub con cantato blues dalle ritmiche e liriche
potenti, un'interessantissima e (s)travolgente versione dub di
Zion Train e Santur, che contiene dei tappeti già utilizzati in
passato dai nostrani Nidi D'Arac ed a cui partecipa Prince Alla,
che mai prima d'ora ci è sembrato così simile nel timbro a Paul
St. Hilaire.
Mr. Vibronics s'accaparra infine la nostra attenzione in Over This
Place, che però poco si discosta dalle sonorità a cui ci ha da
sempre abituati.
Le scelte
stilistiche si susseguono e supportano una fresca godibilità,
vero pregio della band sin dalla prima pubblicazione. Il lavoro di
remixaggio dell'intero lavoro è stato affidato alle mani dello
stesso Mada, che come sempre non delude e fortunatamente stavolta
non eccede nella coatta personalizzazione dei brani, lasciando
intatta la creatività e lo stile dei B.R. Stylers.
Dubbing From The Earth giunge oggi come forte conferma di un serio
e duro impegno da parte della band: i ragazzi stanno evolvendo
percorrendo strade a loro più affini. L'album è molto buono ed
il nostro giudizio, quindi, non può che essere positivo: speriamo
non si adagino sugli allori proprio adesso
Alessandra
P. Pierozzi
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